Patologia

Come tutte le ossa del corpo, anche le ossa del polso e della mano possono andare incontro a fratture a causa di eventi traumatici, più o meno violenti, favorite comunque da fenomeni di osteoporosi nei soggetti anziani.
A carico del polso possono verificarsi fratture della parte più periferica (Epifisi distale) del Radio e dell’Ulna, e fratture delle ossa carpali (Scafoide, Semilunare, Uncinato ecc). Nelle mani invece le fratture possono riguardare i metacarpi (dorso/palmo mano), e le falangi (dita).

Le ossa del polso maggiormente esposte a rischio di frattura sono, come detto, l’epifisi distale del Radio e dell’Ulna (frattura di Colles); a livello del carpo invece, lo Scafoide, il Semilunare ed il Trapezio e con minor frequenza l’Uncinato, il Grand’Osso e le altre ossa. Le cause più frequenti che possono provocare la frattura del Radio e dello Scafoide sono le cadute in avanti con le mani estese. Se il trauma interessa anche le strutture vascolari dello scafoide, compromettendone quindi l’apporto di sangue, si può verificare anche una necrosi ossea (osteonecrosi). Le fratture del Semilunare sono provocate da colpi diretti al polso e i traumi cronici; il Trapezio invece può fratturarsi per colpi violenti al dorso della mano o cadute con mano chiusa a pugno e deviata in senso radiale (ossia piegata verso il radio). Le fratture delle ossa metacarpali possono verificarsi nelle loro diverse sedi anatomiche (testa, corpo o diafisi e base) e riconoscono cause “passive” (schiacciamento, caduta di oggetti pesanti) e cause “attive”  che possono essere involontarie (come ad esempio la frattura della base del primo metacarpo- frattura di Bennett- per caduta con pollice aperto; o ancora per urto involontario contro una superficie rigida) o volontarie (come la frattura della testa del quinto metacarpo  a causa di un pugno- frattura del pugile-). Le fratture delle falangi sono invece condizioni di minor gravità, provocate da traumi sulle dita, diretti o indiretti (es: cadute, schiacciamento, caduta di oggetti ecc). La sintomatologia di queste lesioni, come del resto per tutte le altre fratture ossee del nostro corpo, è rappresentata da dolore, edema (gonfiore), deformità anatomica ed impotenza funzionale, elementi questi che supportati da un esame radiologico (Rx) o eventualmente una Tac o Rmn, indirizzano il medico specialista verso una corretta diagnosi.

Trattamento delle Fratture della Mano e del Polso

Nella scelta del trattamento, conservativo o chirurgico, al fine di ottenere il quanto più rapido e migliore risultato funzionale possibile, lo specialista dovrà valutare attentamente alcuni importanti elementi quali l’aspetto radiografico del livello e tipo di frattura, l’età, l’attività sportiva/lavorativa, le condizioni generali del paziente. Come principio generale, nella maggior parte dei casi, deve essere scelto un approccio conservativo, come ad esempio nelle fratture composte o in alcune particolari fratture pluriframmentarie delle falangi distali, in cui l’eventuale trattamento chirurgico potrebbe dare risultati peggiorativi. Il trattamento conservativo consiste nel riallineare i capi ossei (riduzione della frattura); si tratta ovviamente di un’operazione delicata, fatta esclusivamente da un medico competente e che viene spesso eseguita con il paziente sotto sedazione. Una volta riposizionati, i due capi ossei verranno mantenuti in sede da una ingessatura o da un tutore per un periodo di circa 4-6 settimane In situazioni di maggior gravità, quali fratture scomposte, pluriframmentarie o non riducibili in maniera soddisfacente e che quindi potrebbero esporre il paziente a rischi di mancata calcificazione (consolidazione) dell’osso (Pseudoartrosi), e comunque nei soggetti giovani è sempre indicato l’intervento chirurgico, che grazie all’uso di mezzi di sintesi (viti e placche metalliche) permette di ottenere un riallineamento  e stabilizzazione ossea ottimale, favorendo una buona guarigione e recupero funzionale. Tuttavia in alcune situazioni particolari e soprattutto se la frattura ha interessato le superfici articolari, potrebbero insorgere rigidità e leggera limitazione dei movimenti (artrosi), nonostante adeguata riabilitazione con fisioterapia, sempre comunque indicata al fine di ottenere il risultato migliore.

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Fratture