Il “Dito a scatto”, detto anche Morbo di Notta o Tenosinovite stenosante è un processo infiammatorio che coinvolge le guaine sinoviali ed i tendini flessori delle dita, causandone, con dolore, progressiva difficoltà nello scorrimento fino al blocco completo dell’articolazione Metacarpo-Falangea.

Tale patologia si manifesta con varie fasi di evoluzione a cui sono legate le diverse scelte terapeutiche. Inizialmente c’è una difficoltà dei movimenti ed edema del dito, successivamente un blocco in flessione sempre più progressivo, che da correggibile attivamente, diventa inestensibile (blocco totale) nelle fasi avanzate.

Sono le donne i soggetti maggiormente predisposti a questa patologia, che colpisce prevalentemente la mano dominante e con maggior frequenza il primo, il terzo ed il quarto dito o più dita contemporaneamente.

Le cause più comuni del dito a scatto sono i traumi alla mano, patologie reumatiche, il diabete, l’ipotiroidismo e alcuni tipi d’infezione, una particolare predisposizione anatomica, ma anche molte attività che prevedono ripetuti movimenti di presa. Questi fattori, come detto, possono provocare un’infiammazione con progressivo restringimento della guaina sinoviale, pertanto il tendine flessore incontra sempre maggiori difficoltà a scorrere regolarmente e si muove quindi “a scatto”, fino al blocco totale in flessione del dito, nelle fasi avanzate.  

Ad opera di uno specialista, la diagnosi di questa malattia è relativamente semplice perché basata principalmente sui sintomi riferiti dal paziente (dolore) e da quelli rilevati con alcune specifiche manovre, nel corso di un’accurata visita (blocco in flessione o scatto nel movimento del dito, rigonfiamento nel palmo mano).

Trattamento per il dito a scatto

Al manifestarsi dei primi sintomi del dito a scatto (dolore, rigonfiamento palmare), deve essere indicata una terapia con antidolorifici-antinfiammatori (Fans), che se non efficaci, possono essere sostituiti da corticosteroidi somministrati per via infiltrativa. Può essere utile un ausilio fisioterapico (Tens, Tecar, Laser, Magnetoterapia) e la temporanea applicazione di un tutore per controllare il movimento del dito. 

In caso però di persistenza o addirittura di peggioramento dei suddetti disturbi sarà opportuna la terapia chirurgica, che prevede, in anestesia locale, con una piccola incisione cutanea, l’apertura del canale sinoviale e lo sbrigliamento tendineo per consentirne il regolare scorrimento.

Il risultato di questa terapia è ottimo perché con l’immediata possibilità di movimento consente una ripresa funzionale rapida e totale, a volte supportata da alcuni trattamenti riabilitativi.

Risorse Esterne

Morbo di Notta