Patologia

La rizoartrosi, detta anche artrosi trapezio-metacarpale, è la forma di artrosi più frequente della mano, che provoca l’infiammazione dell’articolazione situata alla base del pollice, tra l’osso trapezio (carpo) e il primo metacarpo, articolazione che permette i movimenti di flessione, estensione e opposizione del primo dito’ Nella rizoartrosi (come in tutti i fenomeni artrosici), si determina una degenerazione con conseguente assottigliamento della cartilagine delle superfici articolari di trapezio e primo metacarpo, che entrano così in contatto diretto (conflitto), da cui per il movimento e “strusciamento” tra loro, deriva l’infiammazione. Tale patologia colpisce tendenzialmente i soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 45 ed i 55 anni e può essere monolaterale o più spesso bilaterale; riconosce cause quali predisposizioni genetiche, fattori familiari (ereditari), metabolici (diabete, obesità), climatici, ambientali, alimentari, lavorativi, traumatici. Nella prima fase compare dolore e gonfiore alla base del pollice, successivamente si presenta una deformità con rigidità progressiva del primo raggio che limita sempre di più e con maggior dolore alcuni movimenti della mano e del polso (presa di alcuni oggetti, apertura di serrature, bottiglie ecc.). La diagnosi di rizoartrosi si basa sulla raccolta di una dettagliata anamnesi del paziente (familiarità, abitudini alimentari, lavorative, sintomi e loro insorgenza ecc); su un accurato esame obiettivo in cui il medico effettuerà alcune specifiche manovre e su di un esame radiologico (Rx Polso-Mano) che mostrerà i rapporti articolari tra i capi ossei.

Trattamento della Rizoartrosi

Al momento attuale, per questa come per altre forme di artrosi, non esiste una cura specifica che possa far guarire da questa patologia; chi è affetto da rizoartrosi può contare soltanto su trattamenti sintomatici, che cioè gestiscono solo i sintomi. L’obiettivo principale quindi, è quello di individuare e bloccare quanto più precocemente il processo degenerativo a carico della cartilagine articolare, cercando di ripristinarne il suo strato. Inizialmente è consigliata una terapia conservativa, che prevede il riposo della mano, garantito anche dall’uso di particolari tutori; la gestione del gonfiore e del dolore mediante l’uso di creme e farmaci antinfiammatori-antidolorifici, cortisonici, somministrati eventualmente tramite infiltrazione intrarticolare, semmai con l’aggiunta anche di acido ialuronico, nel tentativo di bloccare direttamente il processo degenerativo-infiammatorio e, come detto, ripristinare lo strato cartilagineo. In questa prima fase possono certamente risultare utili trattamenti fisioterapici con Laser, Magnetoterapia, Tens, Tecar, Ultrasuoni. In caso però di risultati non soddisfacenti o nelle fasi avanzate di questa malattia, è indicato un intervento chirurgico, che può essere svolto con diverse tecniche scelte dallo specialista in base all’età, allo stato di salute, alla situazione clinica presentata dal paziente. Può essere praticata una ricostruzione delle strutture articolari mediante il posizionamento di una protesi (artroprotesi), si possono riallineare e bloccare i capi ossei (artrodesi); si può infine asportare in parte, o ancor meglio totalmente, l’osso trapezio sostituendolo con uno “spaziatore” biologico (naturale) preso dallo stesso paziente (artroplastica in sospensione-artroprotesi biologica. Tale tecnica risulta attualmente la più utilizzata perché consente di fornire un rapido recupero funzionale ed un valido, efficace, definitivo risultato finale, grazie anche ad un’adeguata riabilitazione per mano di fisioterapisti specializzati.

Risorse Esterne

Artrosi Trapezio-Metacarpale